Disabili in strutture residenziali: modificati i criteri che stabiliscono le quote

Reggio Emilia, Italia, 22/07/2013

VICENZA, 22 LUGLIO 2013 - Modifiche, favorevoli agli utenti, nel regolamento per la compartecipazione alle rette dei persone con disabilità inserite stabilmente in strutture residenziali. Delle novità, che in realtà sono già state apportate lo scorso giugno dalla Conferenza dei Sindaci dell'Ulss 6, devono infatti ora prendere atto via via tutti i consigli comunali dei Comuni interessati, al fine di risolvere alcune criticità emerse nel corso del 2012, con l'applicazione delle nuove regole sulla compartecipazione alle spese per la retta da parte degli utenti (quota alberghiera). “L'obiettivo generale del regolamento – spiega l'assessore alla comunità e alle famiglie, Isabella Sala – è di uniformare le modalità e i criteri per l'accesso ai servizi residenziali, così da garantire ai cittadini con disabilità pari opportunità ed equità d'accesso. Grazie quindi alla collaborazione, a livello di distretto, dell'associazione degli amministratori di sostegno, delle associazioni dei famigliari e degli enti gestori, la Conferenza dei Sindaci ha potuto tarare gli aspetti più delicati di un regolamento complesso, perchè va a stabilire i criteri che determinano la quota a carico dell'utente, alla quale provvede peraltro il Comune, quando l'utente non vi riesce integralmente. Tuttavia – aggiunge Sala - il bilancio di previsione 2013 ha già tenuto conto di queste modifiche al regolamento, aumentando di un punto percentuale lo stanziamento destinato ai servizi alla disabilità rispetto ai 3.500.000 euro del bilancio 2012, somma che comunque comprende anche le frequenze ai centri diurni (Ceod), i trasporti, l'assistenza scolastica e le accoglienze temporanee”. La novità più significativa è l'innalzamento da 5 mila a 15 mila euro della franchigia sul patrimonio mobiliare che concorre a stabilire la quota alberghiera di compartecipazione. “Tale modifica – spiega Sala - intende assicurare alla persona con disabilità somme sufficienti ed adeguate in relazione all'aspettativa di vita, tant'è vero che la franchigia resta fissata a 5 mila euro per gli utenti dai 65 anni in su”. Affinchè poi il calcolo della compartecipazione si basi su dati reddituali e patrimoniali il più aggiornati possibile, il regolamento stabilisce ora che i Comuni effettuino la verifica annuale della situazione economica degli utenti con riferimento al 31 marzo dell'anno in corso e non più al 31 luglio dell'anno precedente. Ancora, qualora si verificassero modifiche sostanziali al patrimonio mobiliare ed immobiliare della persona con disabilità rispetto all'anno precedente, è previsto che il Comune possa chiedere spiegazioni. Infine, è stabilito che la quota a carico dell'utente (quota alberghiera) costituisca al massimo il 50% della retta complessiva. “In questo modo – esemplifica l'assessore - nessuno più arriverà a pagare 110 euro al giorno per persona, ma al massimo 80 euro”. Le rette giornaliere complessive, infatti, composte dalla quota sanitaria (a carico dell'Ulss), e dalla quota alberghiera, sono differenziate in tre fasce a seconda della gravità dell'handicap e variano da un minimo di 87,19 euro ad un massimo di 163,90 euro. In questo range, la quota sanitaria va da un minimo di 34,98 euro ad un massimo di 56 euro. Al 31 dicembre 2012 le persone con disabilità del distretto di Vicenza inserite a tempo indeterminato in strutture dedicate erano 99 con un costo sociale annuo a carico del Comune di Vicenza di 1.238.470,56 euro.

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