16enne suicida a Forlì, genitori condannati per maltrattamenti

16enne suicida a Forlì, genitori condannati per maltrattamenti

Bologna, Italia, 14/09/2018

Tenevano la figlia segregata in casa, infliggendole pene severe senza motivo

“Una patologica situazione relazionale creata da condotte improntate a castrazione e repressione, denunciate dall'impotente e inerme vittima nella maniera più inequivocabile".

    I giudici della Corte di assise di Forlì hanno valutato in questo modo quanto vissuta da Rosita Raffoni, la 16enne suicida che si gettò dal tetto di una scuola. Secondo queste premesse, i genitori della ragazza sono quindi stati condannati per maltrattamenti.

    "Le decisioni prese dalla famiglia Raffoni, dalle più banali a quelle di maggior impatto emotivo non rappresentano mai scelte a contenuto o a funzione educativa. Non c'era nulla di pedagogico o educativo nelle limitazioni imposte a Rosita, che subiva sistematiche e insormontabili negazioni, a fronte delle quali la minore proprio perché era un'adolescente tutt'altro che viziata, smetteva anche di chiedere, sperando solo di poter allontanarsi da quella famiglia e da quel clima che ormai viveva come una segregazione".

    Il padre, diversamente dalla moglie, è stato assolto dall'accusa di istigazione al suicidio.

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