Africani richiedenti asilo arrestati per spaccio

Africani richiedenti asilo arrestati per spaccio

Venezia, Italia, 13/06/2018

In manette anche l'italiano che lavorava con loro

Insieme a un italiano avevano messo in piedi una vera e propria rete dello spaccio di sostanze stupefacenti. Tredici centrafricani richiedenti asilo sono stati arrestati dalla Polizia di Trento. L'operazione ha portato alla luce un vasto traffico di droga tra Trento, Verona, Vicenza e Ferrara, gestito da un'organizzazione i cui appartenenti erano giunti in Italia come richiedenti asilo. Gli spacciatori, per evitare i controlli della polizia, comunicavano tramite Whatsapp ed avevano costituito una 'rete' di cui facevano parte anche italiani tossicodipendenti e donne incinte con al seguito i figli. le indagini avevano già portato all'arresto di altri 16 nigeriani e all'esecuzione di diverse perquisizioni e divieti di dimora nelle province di Trento, Verona e Ferrara.
    L'organizzazione criminale si era assicurata quasi completamente il controllo dello smercio delle sostanze stupefacenti nelle zone più importanti. In manette è finito anche l'italiano che lavorava con loro.

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Veneto apripista per riportare a casa i cervelli in fuga

“Bankitalia fotografa correttamente il tessuto reticolare delle piccole e piccolissime imprese venete – dichiara l’assessore regionale all’istruzione, alla formazione e al lavoro replicando all’analisi del neo-vicedirettore della sede di Venezia di Bankitalia che ha richiamato l’attenzione sulla fuga all’estero dei laureati veneti– ma forse trascura che il Veneto è terra di attrazione di tanti investitori proprio per il suo reticolo di imprese fortemente connesse in reti distrettuali come se fosse una holding, senza la rigidità di una governance unica”.

“Il tessuto veneto – spiega - è fatto di micro ditte ad altissima specializzazione, che sono infatti le migliori fornitrici d’Europa, e di aziende ‘driver’ che, per posizionamento, commesse e ricerca, fanno da capofila dei distretti produttivi. Ecco perché la Regione Veneto, prima in Italia, ha lanciato la ‘borsa della ricerca” ForDoc, punto di incontro tra dottorandi e aziende, che si svolgerà l’1 e 2 ottobre, a Verona”.

“Inoltre, ci interessa favorire lo scambio e la circolarità di competenze, professionalità eccellenze creative e produttive – prosegue l’assessore – Si cresce aprendoci al mondo, per questo la Regione Veneto ha promosso, prima in Italia, un bando che finanzia, le ‘borse di rientro’, stanziando un milione e mezzo di euro per favorire la ‘circolarità’ dei cervelli e delle professionalità tra Veneto e estero”.

Il prossimo 4 luglio scadranno i termini per imprese, enti pubblici e privati, fondazioni e associazioni per presentare progetti, finanziabili con il Fondo sociale europeo, che possano invertire la tendenza verso l’estero dei laureati e diplomati veneti e favorire la nascita di nuove idee di sviluppo. Tre le linee di intervento del bando: sostenere processi di innovazione sociale e sviluppo sostenibile e aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo attraverso figure altamente qualificate, che con le competenze acquisite dopo un periodo di permanenza all’estero, possono contribuire allo sviluppo dell’intero sistema socio-economico regionale; favorire processi di contaminazione da parte di start-up innovative; realizzare progetti innovativi a sostegno dello sviluppo creativo ed artistico del Veneto, attraverso la creazioni di reti che possano coniugare produzione e fruizione creativa ed artistica, con altre funzioni legate al lavoro, al tempo libero, all'inclusione sociale. I progetti potranno prevedere borse di rientro per figure altamente qualificate, eventi in stile hackathon (vere e proprie “maratone creative” per concretizzare idee/progetti innovativi in campo tecnologico, sociale, culturale e creativo), eventi di animazione del territorio, e scambi internazionali.

“Il mondo dell’alta formazione deve poter dialogare di più con le imprese, in particolare con le aziende ‘driver’ dei distretti, che più di altre investono nell’innovazione – ha sostenuto l’assessore, a margine dell’iniziativa della fondazione Emblema con il “Comitato per la valorizzazione del dottorato”, costituito da dottori di ricerca di tutta Italia, intervenuti oggi nella sede dello Iuav di Venezia alla presenza del rettore di Ca Foscari e dei rappresentanti delle università di Padova e Trieste.

“Il dottorato, che rappresenta il training all’attività accademica – ha ribadito - deve poter trovare connessioni dirette con il mondo delle aziende che innovano e vogliono investire in competenze e professionalità”.

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