Albero abbattuto dal temporale sfonda la finestra di una scuola materna

Albero abbattuto dal temporale

Venezia, Italia, 12/06/2018

I bambini e le educatrici sono rimasti illesi

Si è sfiorata la tragedia, ieri, in una scuola materna del Vicentino. Durante un temporale un fulmine ha abbattuto nel giardino un cedro alto una quindicina di metri, i cui rami sono finiti contro le finestre dell'asilo, sfondandole. Nessuno dei dodici bambini e delle due maestre che si trovavano all'interno è rimasto ferito. L'incidente è avvenuto a Zermeghedo, in provincia di Vicenza. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco di Arzignano, che hanno dovuto liberare l'accesso della strada, bloccata da parte dei rami dell'albero, scagliati a decine di metri del cortile della scuola. I bambini intanto erano già stati tutti evacuati e portati via dai genitori. I pompieri hanno quindi liberato le due aule e l'atrio dai detriti dell'albero e dal vetro degli infissi abbattuti. 

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Veneto apripista per riportare a casa i cervelli in fuga

“Bankitalia fotografa correttamente il tessuto reticolare delle piccole e piccolissime imprese venete – dichiara l’assessore regionale all’istruzione, alla formazione e al lavoro replicando all’analisi del neo-vicedirettore della sede di Venezia di Bankitalia che ha richiamato l’attenzione sulla fuga all’estero dei laureati veneti– ma forse trascura che il Veneto è terra di attrazione di tanti investitori proprio per il suo reticolo di imprese fortemente connesse in reti distrettuali come se fosse una holding, senza la rigidità di una governance unica”.

“Il tessuto veneto – spiega - è fatto di micro ditte ad altissima specializzazione, che sono infatti le migliori fornitrici d’Europa, e di aziende ‘driver’ che, per posizionamento, commesse e ricerca, fanno da capofila dei distretti produttivi. Ecco perché la Regione Veneto, prima in Italia, ha lanciato la ‘borsa della ricerca” ForDoc, punto di incontro tra dottorandi e aziende, che si svolgerà l’1 e 2 ottobre, a Verona”.

“Inoltre, ci interessa favorire lo scambio e la circolarità di competenze, professionalità eccellenze creative e produttive – prosegue l’assessore – Si cresce aprendoci al mondo, per questo la Regione Veneto ha promosso, prima in Italia, un bando che finanzia, le ‘borse di rientro’, stanziando un milione e mezzo di euro per favorire la ‘circolarità’ dei cervelli e delle professionalità tra Veneto e estero”.

Il prossimo 4 luglio scadranno i termini per imprese, enti pubblici e privati, fondazioni e associazioni per presentare progetti, finanziabili con il Fondo sociale europeo, che possano invertire la tendenza verso l’estero dei laureati e diplomati veneti e favorire la nascita di nuove idee di sviluppo. Tre le linee di intervento del bando: sostenere processi di innovazione sociale e sviluppo sostenibile e aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo attraverso figure altamente qualificate, che con le competenze acquisite dopo un periodo di permanenza all’estero, possono contribuire allo sviluppo dell’intero sistema socio-economico regionale; favorire processi di contaminazione da parte di start-up innovative; realizzare progetti innovativi a sostegno dello sviluppo creativo ed artistico del Veneto, attraverso la creazioni di reti che possano coniugare produzione e fruizione creativa ed artistica, con altre funzioni legate al lavoro, al tempo libero, all'inclusione sociale. I progetti potranno prevedere borse di rientro per figure altamente qualificate, eventi in stile hackathon (vere e proprie “maratone creative” per concretizzare idee/progetti innovativi in campo tecnologico, sociale, culturale e creativo), eventi di animazione del territorio, e scambi internazionali.

“Il mondo dell’alta formazione deve poter dialogare di più con le imprese, in particolare con le aziende ‘driver’ dei distretti, che più di altre investono nell’innovazione – ha sostenuto l’assessore, a margine dell’iniziativa della fondazione Emblema con il “Comitato per la valorizzazione del dottorato”, costituito da dottori di ricerca di tutta Italia, intervenuti oggi nella sede dello Iuav di Venezia alla presenza del rettore di Ca Foscari e dei rappresentanti delle università di Padova e Trieste.

“Il dottorato, che rappresenta il training all’attività accademica – ha ribadito - deve poter trovare connessioni dirette con il mondo delle aziende che innovano e vogliono investire in competenze e professionalità”.

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