Dimora d’Abramo, lavoro per i profughi e corsi di italiano

Da una parte, infatti, “l’abnorme aumento dei tempi di attesa per le risposte alla richiesta d’asilo (oltre 600 giorni per la prima, cui si possono aggiungere i ricorsi) impongono la ricerca di opportunita’ di lavoro piu’ strutturate che garantiscano magg

Reggio Emilia, Italia, 2018-08-01

L'anno scorso 84 contratti per i richiedenti asilo e 224 tirocini. Ben 600 giorni i tempi di attesa per la richiesta d'asilo a cui si aggiungono i ricorsi. Fatturato in crescita a 20.5 milioni. Codeluppi: "Nel 2018 gli arrivi si sono azzerati

L’anno scorso la cooperativa Dimora di Abramo di Reggio Emilia, capofila della rete dell’accoglienza dei migranti, ha attivato per i richiedenti asilo 84 contratti di lavoro, 445 percorsi professionalizzanti, 244 tirocini lavorativi e 464 esperienze di volontariato e lavoro socialmente utile. A questi si aggiunge l’apertura di una scuola per l’apprendimento dell’italiano in via Fratelli Rosselli, in citta’. I dati emergono dal bilancio della coop, che si e’ chiuso con un fatturato di 20,5 milioni (era di 14,5 nel 2016) e l’accantonamento a riserva di 1,25 milioni. “Pur in una fase di assoluta incertezza sulle dinamiche future dei flussi proprio sull’area del lavoro investiremo consistente parte delle risorse generate dalle nostre diverse attivita’”, spiega il presidente della Dimora di Abramo Luigi Codeluppi. “Dopo le emergenze dettate in questi anni dalle prime fasi d’accoglienza, oggi la formazione e l’impegno lavorativo rappresentano le sfide piu’ importanti che abbiamo di fronte”. 

Da una parte, infatti, “l’abnorme aumento dei tempi di attesa per le risposte alla richiesta d’asilo (oltre 600 giorni per la prima, cui si possono aggiungere i ricorsi) impongono la ricerca di opportunita’ di lavoro piu’ strutturate che garantiscano maggiore dignita’ ai diretti interessati e piu’ forti relazioni comunitarie “, mentre dall’altra, conclude Codeluppi “e’ un percorso non meno essenziale per chi, in caso di accoglimento della richiesta, scegliera’ di restare nel nostro territorio o di andare in altre aree con, alle spalle, quell’esperienza lavorativa che fa del migrante una risorsa e gli consente di sentirsi tale”.

Nel 2017 la Dimora d’Abramo ha assicurato sostegno a 2.673 persone. “Si tratta – sottolinea Codeluppi – di quasi 1.000 in più rispetto all’anno precedente, ed è un dato che evidenzia sia l’aumento delle persone che vivono in condizioni di fragilità, sia l’incremento degli arrivi di richiedenti asilo che si è registrato sino alla fine del mese di luglio 2017, quando si è poi drasticamente invertita la tendenza sino ad arrivare ad un primo semestre 2018 in cui gli arrivi si sono di fatto azzerati”.

Queste dinamiche hanno portato a 196 il numero dei lavoratori della Dimora d’Abramo (29 in più rispetto al 2017), a 173 le strutture d’accoglienza dislocate in 32 comuni della provincia di Reggio Emilia, all’aumento del 15% delle famiglie che hanno fatto riferimento ai servizi della cooperativa, ad un aumento del 45% delle ore dedicate ai servizi di mediazione culturale e interculturale (passate da 12.620 a 18.210) e al coinvolgimento di 1.220 persone in servizi di orientamento al lavoro, al territorio, alla legislazione, alla salute e alla costruzione di percorsi di inserimento.

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