Taglieggia l’ex compagna, ma viene arrestato dai carabinieri

Estorsione è l’accusa mossa a un 33enne parmigiano dai militari dell'Arma di Guastalla, che l’hanno fermato dopo l’ultima “riscossione”

Reggio Emilia, Italia, 2018-09-19

Estorsione è l’accusa mossa a un 33enne parmigiano dai militari dell'Arma di Guastalla, che l’hanno fermato dopo l’ultima “riscossione”

“Dammi i soldi, altrimenti succede quello che tu sai, l’albanese viene e fa del male a te e alla tua famiglia”. Questa è l’ultima di una serie infinite di richieste estorsive che un 33enne parmigiano da oltre un mese rivolgeva alla sua ex compagna, una 29enne mantovana che nel tempo, per timore che potesse capitare qualcosa a lei, alla sua famiglia ed al bar che sino a fine agosto gestiva in provincia di Parma, ha versato nelle tasche del suo aguzzino una somma complessiva ammontante ad oltre 5.000 euro.

Ridotta senza soldi, per soddisfare le richieste estorsive non ha esitato ha impossessarsi anche del danaro del padre con cui nell’ultimo periodo era andata a convivere. La forza datale dal padre, a cui poi la vittima ha raccontato tutto, ha indotto la donna, quando si è verificata l’ultima richiesta estorsiva di 300 euro, a rivolgersi ai carabinieri della compagnia di Guastalla che ieri pomeriggio sono andati all’incontro, nel parcheggio di un supermercato della bassa reggiana, fermando l’uomo trovato in possesso dei 300 euro appena ricevuti dalla vittima e preventivamente fotocopiati dai militari all’atto della denuncia.

E così, con l’accusa di estorsione, hanno arrestato un 33enne di Polesine Parmense. La vittima, che dal 2016 alla fine dello scorso mese di agosto gestiva un bar in provincia di Parma, nel mese di maggio, dopo una convivenza con l’odierno indagato durata due anni, aveva deciso di interrompere la relazione sentimentale. Da quel momento sono iniziate le richieste di danaro, inizialmente come apparenti prestiti, per poi manifestarsi in vere e proprie richieste estorsive necessarie per evitare che un fantomatico albanese facesse del male a lei, alla sua famiglia e danni all’esercizio commerciale.

Caduta in un vero e proprio stato di terrore psicologico la donna ha incominciato a versare le somme richieste di volta in volta arrivando anche a sottrarre danaro al padre con cui nel frattempo è andata a convivere. Le continue e sempre più pressanti richieste di danaro hanno indotto la vittima a confidare al padre quanto le stava accadendo. Grazie al supporto familiare la 29enne ha trovato quindi la forza di chiedere aiuto ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Guastalla ai quali denunciava l’accaduto.

Anche durante la stesura della denuncia sul cellulare della donna sono arrivati tramite WhatsApp, messaggi con chiare richieste estorsive accompagnate da telefonate continue da parte del 33enne.

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